Voucher innovation manager anche per la finanza alternativa

Lug 19, 2019

Voucher innovation manager anche per la finanza alternativa

Con la pubblicazione in Gazzetta (1° luglio) arriva a un passo dalla piena operatività, anche se manca ancora qualche passaggio (si veda «Il Sole 24 Ore» del 3 luglio), il voucher riconosciuto per avvalersi delle consulenze di innovation manager.

Il decreto dello Sviluppo economico (7 maggio 2019), con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione delle Pmi, garantisce un contributo compreso fra i 25 e gli 80mila euro, riconosciuto in misura variabile a seconda delle dimensioni dell’impresa. Nel dettaglio: 50% delle spese ammissibili e fino a 40mila euro per le micro e piccole imprese; 30% fino a 25mila euro per le medie imprese; 50% e fino ad 80mila euro per le reti d’impresa.

L’accesso al voucher innovation manager è garantito ai soggetti che, alla data della domanda e alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, godono dei seguenti requisiti: essere una micro o una Pmi; non rientrare nei settori esclusi dall’articolo 1 del regolamento Ue 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013; avere sede legale o unità locale in Italia ed essere iscritte al Rei; non essere destinatari di sanzioni interdittive in base dell’articolo 9, comma 2 del Dlgs 231/2001 e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali; non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente in base alla normativa vigente; non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero. Anche le imprese aderenti a un contratto di rete possono avere accesso al voucher, purché rispettino tutti requisiti. In questo caso, però, tra gli obiettivi del contratto di rete dovrà esserci lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale o lo sviluppo di processi innovativi in materia di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Le spese ammesse ad agevolazione comprendono quelle relative ai servizi di consulenza e prestazioni specialistiche di innovation manager, il cui impiego in azienda dovrà essere garantito per almeno nove mesi. I manager e le società qualificate di consulenza dovranno essere scelte dall’elenco istituito presso il ministero. L’impiego del manager sarà finalizzato a sostenere il passaggio per l’impresa verso l’attuazione di processi innovativi, di trasformazione digitale e tecnologica anche mediante l’uso di big data o analisi dati, cyber security e altre tecnologie specialistiche. Sono ammesse all’agevolazione le spese sostenute per l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, anche attraverso strumenti di finanza alternativa (equity crowdfunding, invoice financing, minibond), e per l’applicazione di nuovi metodi organizzativi, di gestione aziendale, organizzazione del luogo di lavoro o avvio di percorsi finalizzati alla quotazione. Si resta in attesa del solo decreto direttoriale del Mise per la definizione della scadenza e delle modalità di presentazione della domanda e i criteri di valutazione delle stesse.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze