Salario minimo orario: il disegno di legge del M5S arriva in Parlamento

Mar 8, 2019

Salario minimo orario: il disegno di legge del M5S arriva in Parlamento

La paga minima dei lavoratori verrà stabilita dalla legge: il ddl del Movimento 5 Stelle arriva in Parlamento e dovrebbe essere approvato già nel 2019.

Ancora una volta le parti contrattuali si fanno superare dai partiti, Dove è lo spirito della Legge 300/70 dove si demandava alle parti Sindacali la contrattazione del Lavoro e del Salario. La CGIL-CISL-UIL hanno demandato tutto ai Partiti o per meglio dire al Parlamento, in paraticolar modo la tutela di quella parte che dovrebbe essere di interesse loro. Ben venga l’iniziativa del M5S, ma chiedo alla Rete di Imprese delle Associazioni Nazionali Casartigiani-CNA-Confartigianato-Ascom-Confesercenti di vigilare e chiedere un ruolo da controparte e non solo subalterno alla politica come lo sono stati in tutti questi anni.

La legge sul salario minimo orario è arrivata in Parlamento: come annunciato dal Movimento 5 Stelle sulla maggior parte dei suoi canali social – da Facebook e Youtube – nell’anno che vede l’introduzione del reddito di cittadinanza sta per essere riconosciuto un altro importante diritto dei lavoratori, ossia quello di ottenere una paga dignitosa.

Quindi, se con il reddito di cittadinanza è stata “posta la prima pietra per sostenere chi è stato dimenticato e abbandonato nella miseria”, quella sul salario minimo orario è l’altra battaglia che il Movimento 5 Stelle intende affrontare nei prossimi mesi per dare “dignità e diritti per tutti”.

A tal proposito il Movimento 5 Stelle ha ricordato quanto scritto nell’articolo 36 della Costituzione, nel quale si legge che:

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Prevedere un salario minimo orario è anche necessario ai fini del corretto funzionamento del reddito di cittadinanza. D’altronde, più uno stipendio è basso e maggiori sono le probabilità che un nucleo familiare possa soddisfare i requisiti previsti per il riconoscimento del RdC.

Molti di voi ricorderanno che quella sul salario minimo orario era una promessa fatta da Matteo Renzi nel corso dell’ultima campagna elettorale: molto probabilmente però sarà il Governo attuale a portarla a compimento visto che l’iter legislativo del disegno di legge è appena iniziato.

Cos’è il salario minimo orario

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non avere un salario minimo orario stabilito dalla legge. Da noi, infatti, sono i singoli CCNL a stabilire lo stipendio tabellare che il datore di lavoro è dovuto a rispettare.

Un salario minimo invece c’è in Paesi come la GreciaFranciaSpagna e Portogallo, così come la Germania, modello al quale l’Italia dovrebbe rifarsi (almeno secondo quanto dichiarato dal Movimento 5 Stelle. Attualmente in Germania la paga oraria, al di sotto della quale i datori di lavoro non possono andare, è pari a 9,19€ lordi. Questa cifra però è destinata a salire ancora: nel 2020, infatti, l’importo del salario minimo riconosciuto ai lavoratori tedeschi dovrebbe aumentare fino a 9,35€.

C’è da dire però che il mercato tedesco ha reagito in maniera un po’ controversa all’introduzione del salario minimo orario: a fronte di un aumento dello stipendio, infatti, sono diminuite le ore di lavoro medio prestate ogni settimana, poiché si è passati da 40 a 35 ore. Alla fine del mese, quindi, lo stipendio percepito dal lavoratore è più o meno lo stesso rispetto a quando non era previsto alcuno stipendio minimo, ma lavorando per meno ore.

Salario minimo: cosa prevede la proposta del M5S

Con l’introduzione della legge sul salario minimo il Movimento 5 Stelle intende contrastare una volta per tutte il fenomeno dei working poors, ossia di coloro che pur avendo un lavoro percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà relativa.

Nel nostro Paese, secondo i più recenti dati Eurostat, circa l’11,7% dei lavoratori dipendenti italiani percepisce un salario inferiore al minimo contrattuale. Il disegno di legge appena depositato in Parlamento – che porta la firma della Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo – punta a risolvere questo problema stabilendo che per legge la paga oraria di ogni lavoratore non può essere inferiore ad una certa soglia. Ai CCNL verrebbe lasciata la possibilità di prevedere dei trattamenti economici di maggior favore, ma mai inferiori alla paga oraria stabilita dalla legge.

Come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, obiettivo del disegno di legge è stabilire una “definizione certa, uguale per tutti i rapporti di lavoro subordinato”. La Legge stabilisce che i datori di lavoro non possono assolutamente discostarsi da quanto previsto dai “contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative” e che in ogni caso lo stipendio orario non deve essere inferiore a 9,00€ lordi, comprensivi degli oneri contributivi e previdenziali.

Inoltre il ddl punta ad adeguare il trattamento economico complessivo nel tempo. Per farlo ci sono due soluzioni possibili: o il richiamo ai contratti collettivi oppure mediante l’incremento automatico dell’importo fissato per legge, il quale sarebbe adeguato costantemente in base alle variazioni dell’indice Istat dei prezzi al consumo.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze