Rottamazione e rateazione: chi non rispetta le scadenze è escluso

Gen 17, 2019

Rottamazione e rateazione: chi non rispetta le scadenze è escluso

Rottamazione e precedente rateazione: chi non rispetta le scadenze è escluso. L’ultima parola sulla nuova dichiarazione agevolata spetta all’Agente della Riscossione. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n.116 del 2018.

Rottamazione e rateazione, è escluso chi non rispetta le scadenze. Il contribuente potrà tuttavia fare richiesta di accesso all’ultima definizione agevolata delle cartelle all’Agenzia delle Entrate Riscossione, che ne valuta l’ammissibilità. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n.116 del 19 dicembre 2018.

Lo spunto per fare luce su questo punto arriva dalla richiesta di un contribuente che non ha rispettato le scadenze delle rateizzazioni a cui ha avuto accesso e che non ha versato le rate della rottamazione per cui ha fatto richiesta, ma ritiene di non essere decaduto dalla dilazione di pagamento precedentemente concordata.

Rottamazione e rateazione cartelle: chi non rispetta i tempi è escluso

La persona che si rivolge all’Agenzia delle Entrate, dopo aver ricevuto gli accertamenti con adesione per le somme dovute ai fini dell’Irpef dal 2008 al 2010, ha versato solo la prima rata della rateazione concessa. In questo modo è decaduta dal beneficio della dilazione per non aver rispettato le altre scadenze.

Il contribuente è stato successivamente riammesso al piano di rateazione, in linea con quanto previsto dalla legge 208/2015, ancora una volta, però, non è riuscito a tenere il passo con le scadenze e ha interrotto i pagamenti quando mancavano altre cinque rate. Il suo debito, quindi, è passato nelle mani dell’Agente della riscossione.

Ha poi richiesto la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (articolo 6, Dl 193/2016), rientrando nella cosiddetta rottamazione delle cartelle, ma non ha versato nessuna rata.

Il contribuente ritiene di non essere decaduto dalla dilazione di pagamento
perché, non essendosi perfezionata la procedura di rottamazione, per mancanza di pagamenti, non si sarebbe neppure verificata la revoca automatica della dilazione accordata in precedenza.

E inoltre sostiene che non può essersi verificata nemmeno la decadenza della dilazione prevista dall’articolo 19, comma 3, del decreto n. 602 del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, che ricorre in caso di mancato pagamento di almeno otto rate, anche non consecutive.

Ma la risposta dell’Agenzia delle Entrate rifiuta l’interpretazione proposta e rimanda all’Agenzia delle Entrate Riscossione, a cui è affidato il debito, l’ultima decisione sulla possibilità di accedere alla nuova rottamazione.

Risposta all’interpello n.116 del 2018 – Agenzia delle Entrate

Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 decadenza rateazione – Articolo 1, commi da 134 a 138, della legge 28 dicembre 2015 n. 208.

Rottamazione, esclusi i ritardatari: il parere dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia, infatti, chiarisce che non è possibile riprendere i pagamenti secondo la precedente rateazione, di cui alla legge n. 208 del 2015, dal momento che la rottamazione dei carichi non si è perfezionata perché la dilazione di pagamento era già decaduta a suo tempo.

E richiama i riferimenti normativi, nella risposta si legge:

L’articolo 6, comma 8, lettera c) del citato decreto n. 193 del 2016, secondo cui “il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell’eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall’agente della riscossione”, non risulta applicabile al caso di specie.
Tale norma, infatti, fa espresso riferimento alla dilazione “accordata dall’agente della riscossione”, e non anche a quella dell’Ente creditore (Agenzia delle entrate) in sede di accertamento con adesione.

Anche il secondo riferimento al decreto del Presidente della Repubblica, che il contribuente considera, non è applicabile al caso, secondo l’Agenzia delle Entrate che spiega:

Nel caso di specie, avendo fruito della riammissione al pagamento dilazionato, in forza della disciplina derogatoria di cui dall’articolo 1, commi da 134 a 138, della legge n. 208 del 2015, nei confronti dell’istante è stata applicata dall’Agenzia delle entrate l’apposita previsione recata dal comma 137, secondo cui “Il debitore decade dal piano di rateazione a cui è stato riammesso ai sensi del comma 134 in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, esclusa ogni ulteriore proroga.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate, dunque, è negativa. Ma lascia uno spiraglio: dal momento che il carico di cui si parla è affidato all’Agente della Riscossione, quest’ultimo è l’interlocutore giusto per chiedere di beneficiare della nuova rottamazione contenuta nel Decreto Fiscale, oppure della dilazione di pagamento ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602 del 1973. Sempre all’Agente della Riscossione spetta il ruolo di valutare l’ammissibilità della richiesta.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze