Riflessioni sulla situazione attuale

Feb 24, 2020

Riflessioni sulla situazione attuale

Cari amici e colleghi, ritengo che non sia lesa maestà chiedere alle forze politiche di abbassare i toni dello scontro delle ultime settimane, anzi, la voglio chiamare responsabilità.

Se non fosse un termine utilizzato in questi giorni dai giornalisti come una preoccupazione da insinuare nelle menti dei più, quando si riferiscono ai ‘responsabili’ pronti a venire in soccorso del Governo nel caso in cui Renzi decidesse di staccare la spina all’esecutivo che lui stesso, RESPONSABILMENTE – ed ecco che torna questa parola e tutte le sue declinazioni – ha voluto far nascere, bisognerebbe usarlo molto più spesso o, addirittura, adottarlo come punto centrale dell’azione politica.

Responsabilità nel capire che l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di giovani NEET – ragazzi che non hanno un lavoro e non lo cercano neanche più, che non studiano, né si formano – in cerca di futuro.

Che esistono milioni di cittadini italiani – si parla di circa 13 milioni di persone, un numero impressionante – che rinunciano a curarsi per via dei costi insostenibili delle spese sanitarie.

Che siamo il paese della burocrazia lenta e delle infrastrutture bloccate.

Che siamo, cioè, il Paese con i record, negativi, più alti in Europa.

Responsabilità, dunque, nel non capire che le forze politiche non possono continuare a vivere di tatticismo.

Il governo corre con il freno a mano tirato e arranca mentre, nel paese reale, c’è chi ogni giorno corre per studiare, lavorare e portare a casa uno stipendio dignitoso, se lo ha.

La prescrizione è un tema che noi imprenditori, in tempi non sospetti, abbiamo fatto emergere con tutte le nostre forze.

Con la legge Bonafede anche un innocente può finire nella pancia della farraginosa macchina giudiziaria del Paese.

Qualche dato: nel 2018, 257 volte è stata pronunciata una sentenza definitiva di assoluzione in procedimenti in cui era stata disposta la misura cautelare del carcere.

E fino a prova contraria, se il Diritto ha ancora un senso, tutti gli imputati che si trovano in carcere per via di una misura cautelare e non di una sentenza definitiva sono – a norma dell’articolo 27 della Costituzione – innocenti.

La battaglia sulla giustizia è una cosa seria, che noi imprenditori per primi dobbiamo portare avanti senza se e senza ma. Anzi, con un solo ‘ma’.

Deve essere terreno di scontro ma costruttivo.

A Conte chiediamo che la politica si faccia con i progetti e i valori, di cui noi siamo ‘antichi’ portatori.

Rafforzare noi stessi, per crescere, è la convinzione che ciascuno di noi deve avere. E le prossime elezioni regionali saranno decisive per dimostrarlo e per misurarci. Un dato che deve far riflettere su come sia cambiata l’Italia e come siamo cambiati noi.

Intanto, il prossimo 29 marzo si svolgerà il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari: noi siamo per la rappresentanza politica nei territori, dove possiamo dialogare con i nostri rappresentanti sia Onorevoli che Senatori perché ci rappresentino al meglio e per questo  sosteniamo convintamente le ragioni del NO. Dobbiamo essere consapevoli che ridurre drasticamente il numero dei parlamentari non produce nessun beneficio economico – si tratta dello 0,007 della spesa pubblica, 1 euro all’anno per ognuno – e rischia di indebolire la democrazia e svilire la rappresentanza territoriale.

Tanta carne al fuoco, insomma. Bisogna solo decidere che, al di là delle singole opinioni, lo si deve fare non per parlare in politichese e diventare incomprensibili. Ma per parlare al nostro Veneto ed all’Italia. Con responsabilità.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze