Regime forfettario: tutte le regole nella circolare dell’Agenzia delle Entrate

Mag 17, 2019

Regime forfettario: tutte le regole nella circolare dell’Agenzia delle Entrate

Regime forfettario con imposta sostitutiva del 15% per i titolari di partita Iva. Ecco le regole di accesso al nuovo regime nella circolare numero 9 dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate con l’attesa circolare numero 9, pubblicata il 10 aprile 2019, ha spiegato le nuove regole del regime forfettario, che, dopo la legge di Bilancio 2019, si applica ai titolari di partita Iva che non hanno superato il tetto di 65.000 euro nell’anno precedente.

Chi rientra nel regime forfettario beneficia di un’unica imposta sostitutiva pari al 15%, che scende fino al 5% per le start up.

Possono applicare l’imposta, sostitutiva di Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap, anche le imprese familiari e le aziende coniugali, a patto che non siano gestite in forma societaria. Inoltre sono ammessi anche gli ex praticanti, che iniziano una nuova attività anche se esercitata prevalentemente presso i datori di lavoro dove hanno svolto il periodo di tirocinio obbligatorio.

Regime forfettario con imposta sostitutiva del 15%: come funziona?

La legge di Bilancio 2019 ha modificato parzialmente le regole sull’accesso al regime forfettario per i titolari di partita Iva, ampliandone l’accesso ai contribuenti persone fisiche che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 65.000 euro.

Questi soggetti possono accedere al forfettario e quindi applicare un’unica imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e delle addizionali regionali e comunali pari al 15%. Invece, per le start up la misura dell’imposta sostitutiva è del 5% per i primi 5 periodi d’imposta, purché vengano rispettati le condizioni elencate nella circolare (in allegato).

Per effettuare il calcolo del reddito imponibile bisogna applicare il coefficiente di redditività stabilito dalla legge, in base alla tipologia di attività esercitata. Le spese sostenute nell’esercizio dell’attività rilevano in base alla percentuale di redditività, invece sono deducibili dal reddito i contributi previdenziali dovuti per legge.

Chi può accedere al regime forfettario?

Nella circolare numero 9, l’Agenzia delle Entrate indica quali sono i soggetti titolari di partita Iva che possono accedere al nuovo regime forfettario, e lo fa per esclusione, elencando le categorie che non possono usufruirne; nel dettaglio, non possono aderire al regime forfettario:

  • gli esercenti attività d’impresaarti o professioni che contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella da loro svolta in regime forfetario;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta (ad esclusione degli ex praticanti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio).

Regime forfettario: ampliato il limite fino a 65.000 euro

Come ormai noto, dopo l’approvazione della legge di Bilancio per il 2019 si può aderire al regime forfettario fino al raggiungimento della soglia di 65.000 eurodi ricavi e compensi percepiti nell’anno precedente all’applicazione del regime.

Per verificare l’eventuale superamento del tetto massimo si deve considerare il regime contabile applicato nell’anno di riferimento. Se il contribuente esercita attività differenti e contraddistinte con diversi codici Ateco bisogna far riferimento alla somma dei ricavi e dei compensi relative alle singole attività esercitate.

Regime forfettario: le semplificazioni per i contribuenti

I titolari di partita Iva che accedono al regime forfettario non devono addebitare l’Iva in fattura, né osservare gli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta né tanto meno gli obblighi contabili e dichiarativi previsti dal Dpr n. 633 del 1972.

Il nuovo regime, inoltre, prevede anche l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica, fatta eccezione di quelle emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione. I contribuenti sono tenuti comunque a numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, certificare i corrispettivi e versare l’Iva relativa alle operazioni in cui risultano debitori d’imposta.

I contribuenti che rientrano nel regime forfettario sono inoltre esonerati dalla registrazione e dalla tenuta delle scritture contabili ma sono tenuti a conservare i documenti emessi e quelli ricevuti e a presentare la certificazione unica con le ritenute previdenziali e assistenziali operate.

Ecco il file pdf con la circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 9 del 10 aprile 2019:

Agenzia delle Entrate, circolare numero 9, 10 aprile 2019

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