Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

Gen 2, 2019

Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

Regime forfettario, esclusi i soci di SRL: è questa la novità prevista dalla Legge di Bilancio 2019. La flat tax cambia le regole per le partite IVA.

Regime forfettario, esclusi i soci che direttamente o indirettamente controllano SRL: è questa una delle novità per le partite IVA previste dalla Legge di Bilancio 2019.

Nel dare il via ai primi accenni di flat tax, la Manovra cambia le regole per l’accesso al regime forfettario: oltre al nuovo limite di 65.000 euro di ricavi e fatturati spunta l’esclusione per i titolari di quote societarie.

Cosa cambia rispetto ad ora? Attualmente soltanto chi detiene quote in società di persone o SRL trasparenti non può accedere al regime forfettario ma a partire dal 1° gennaio 2019, qualora fosse confermato l’impianto delle novità in Legge di Bilancio 2019, l’esclusione sarà generalizzata anche per le quote detenute in società con tassazione Ires che sono controllate direttamente o indirettamente da Srl.

Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

È ancora presto per capire quali sono le novità previste dal 2019 in merito al regime forfettario.

Trattandosi di una modifica prevista all’interno della Legge di Bilancio sarà necessario attendere l’approvazione del testo ufficiale anche da parte della Camera, dopo l’approvazione da parte del Senato.

Tuttavia uno dei punti chiari sembra, almeno per il momento, l’esclusione dal regime forfettario per i soci con quote che consentono il controllo diretto o indiretto di SRL.

Tali soggetti non potranno beneficiare dell’estensione dei limiti di accesso al forfettario, l’unico regime agevolato per i titolari di partita IVA ad oggi previsto.

Quando la norma parla di controllo, è ragionevole ritenere che il riferimento sia all’articolo 2359 del codice civile.

Cosa cambia rispetto a prima e precedente versione della Legge di bilancio (poi modificata in corso d’opera)

Per spiegare cosa cambia, è utile riportare di seguito il testo dell’articolo di riferimento contenuto nella Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), così come modificato dalla Legge di Stabilità del 2016 e la nuova formulazione prevista dalla Legge di Bilancio 2019.

L’articolo 1, comma 54, lettera d) ad oggi prevede che sono esclusi dal regime forfettario i soggetti titolari di partita IVA:

“che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo 5 del TUIR, o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del TUIR.”

La formulazione prevista inizialmente dal progetto di Legge di Bilancio 2019stabiliva invece che sarebbero stati esclusi dal regime forfettario:

“gli esercenti di attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o imprese familiari, ovvero a società a responsabilità limitata o ad associazioni in partecipazione”.

In sintesi, nella prima versione della LdB proposta dal Governo non potevano aderire al nuovo regime forfettario i titolari di partita IVA che, sebbene siano titolari di compensi o ricavi non superiori a 65.000 euro, risultassero titolari di quota in una SRL anche non in regime di trasparenza.

Come detto sopra, tale limite è stato modificato: adesso la norma in fase di approvazione fa riferimento alla nozione di quota di controllo diretto ed indiretto di Srl.

Partita IVA: gli esclusi dal regime forfettario 2019

Accanto ai titolari di partita IVA che detengono quote di partecipazione in SRL, la Legge di Bilancio 2019 prevede ulteriori casi di esclusione dal regime forfettario e dall’applicazione della flat tax al 15%.

Il più importante è quello che riguarda la compatibilità tra partita IVA forfettaria e lavoro dipendente.

La Manovra limita l’accesso al regime fiscale agevolato ai titolari di partita IVA che esercitano attività d’impresa, arti e professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori dei due anni precedenti o in ogni caso nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente agli stessi riconducibili.

Sebbene non sarà più previsto il limite di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente per l’applicazione del regime forfettario sulla quota di ricavi o compensi da lavoro autonomo, la Manovra stabilisce una clausola per evitare che cresca il fenomeno delle false partite IVA.

Si attende ora l’avvio dell’iter che porterà all’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2019. In ogni caso è chiaro che sulle regole per l’accesso al regime forfettario per soci di SRL e non solo ci sarà ancora tanto da discutere.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze