Lavorare nei festivi, no al licenziamento se il dipendente rifiuta: lo dice la Cassazione

Ago 27, 2019

Lavorare nei festivi, no al licenziamento se il dipendente rifiuta: lo dice la Cassazione

Licenziare il dipendete che rifiuta di lavorare nei giorni festivi è illegittimo. Le motivazioni della Corte di Cassazione.

Il dipendente che rifiuta di lavorare nei giorni festivi non può essere licenziato dall’azienda. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione in una recente sentenza, nella quale viene sancito anche il diritto del lavoratore a godere delle festività civili e religiose infrasettimanali.

Infatti, l’azienda non può imporre a nessuno dei suoi dipendenti di lavorare nei giorni di festa, ma occorre sempre l’accordo tra le parti. Solamente nel campo medico-sanitario, sia in strutture pubbliche che private, i dipendenti sono tenuti a lavorare nei festivi se non è possibile sostituirli in altro modo.

Negli altri casi, il licenziamento del dipendente che rifiuta deve considerarsi illegittimo e quindi nullo. Vediamo di seguito le motivazioni della Corte di Cassazione (sentenza allegata).

Lavorare nei festivi, no al licenziamento se il dipendente rifiuta: il caso di specie

Il dipendente può legittimamente rifiutare di lavorare nei giorni festivi, civili o religiosi, infrasettimanali. Quindi, il datore di lavoro non può procedere al licenziamento in caso di rifiuto.

Questo è quanto stabilito ultimamente dalla Corte di Cassazione (sentenza allegata) in merito al ricorso proposto da una dipendente che era stato licenziato per aver rifiutato di lavorare il 1° maggio.

Per i giudici della Cassazione, questo licenziamento deve considerarsi illegittimo, e quindi nullo. Infatti, decidere di non lavorare durante le festività è un diritto del lavoratore dipendente, comprimibile solo in virtù di un accordo espresso con l’azienda.

Corte di Cassazione, sentenza 1887/2019

Clicca qui per aprire il file

Significa che il datore di lavoro non può prendere una decisione unilaterale, cioè senza il consenso del dipendente. Nel caso di specie, l’azienda aveva ritenuto di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ma i giudici della Corte Suprema hanno ritenuto che tali giustificazioni non sussistono. Pertanto il ricorso è stato accolto, e il licenziamento dichiarato illegittimo, quindi annullato.

Lavorare nei giorni festivi: cosa dice la legge

Nel caso in esame, la Corte di Cassazione fa riferimento alla legge n. 260 del 1949, che modifica le precedente legge n. 90 del 1954. Qui viene riconosciuto il diritto del lavoratore di astenersi dal lavorare nei giorni festivi.

Si tratta di un diritto che il datore di lavoro non può negare senza l’esplicito consenso del dipendente. Il lavoratore può rinunciarvi, ma occorre un accordo preventivo tra le parti, oppure tra il dipendente e i sindacati cui il lavoratore ha aderito.

Lavorare nei giorni festivi, qual è la retribuzione?

La legge italiana riconosce ai dipendenti che lavorano durante i festivi una retribuzione maggiorata. Vi sono, infatti, dei settori in cui non è possibile astenersi dal lavoro durante le festività, ad esempio nelle professioni mediche, nel turismo e nella ristorazione.

La maggiorazione prevista è stabilita nel CCNL di categoria. Invece, nel caso in cui il lavoratore invece non sia tenuto a lavorare durante una festività che cade durante la settimana, come per esempio quella dell’8 dicembre, il datore di lavoro sarà comunque costretto a pagare il dipendente come se quest’ultimo avesse lavorato.

Quali sono i giorni festivi comuni a tutti i lavoratori?

Le festività comuni a tutti i lavoratori sono quelle civili nazionali, nelle quali rientrano il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, poi troviamo quelle religiose nazionali tra cui il 1° novembre, l’8,il 25 e il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio, il lunedì di Pasqua e il 15 agosto.

Infine troviamo le festività del Santo Patrono che variano a seconda delle diverse città.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze