Fallimento abolito, dal 2017, esiste la liquidazione. Ecco la novità sulla crisi d’impresa

Ott 16, 2019

Fallimento abolito, dal 2017, esiste la liquidazione. Ecco la novità sulla crisi d’impresa

Ddl Fallimento alla Liquidazione dal 2017, approvato alla Camera il testo di riforma. Addio fallimento, arriva la liquidazione. Ecco tutte le novità.

Fallimento abolito nel 2017; al suo posto prenderà piede la liquidazione concorsuale giudiziale. Arriva il primo via libera alla riforma del Diritto Fallimentare che rivoluzionerà, a partire dal 2017, le procedure di crisi d’impresa e insolvenza. Cosa cambia? Per prima cosa, la riforma parte dalle parole: addio al termine fallimento, nel nuovo Ddl si parla di liquidazione.

La riforma del Diritto Fallimentare punta innanzitutto a garantire maggior controllo e prevenzione: le Camere di Commercio saranno chiamate a controllare l’attività e i conti delle imprese, proprio al fine di evitare il fallimento o, meglio dire, la liquidazione.

Il Ddl Fallimento, ovvero il disegno di legge presentato dal Governo e fortemente voluto dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando è stato approvato dalla Camera ad ampia maggioranza e per l’entrata in vigore delle novità bisognerà soltanto attendere l’iter d’approvazione in Senato che, stando ad oggi, non dovrebbe incontrare particolari ostacoli.

Con la riforma del Diritto Fallimentare cambia tutto ma la rivoluzione parte dalla terminologia: al posto della parola fallimento si parlerà di liquidazione e l’obiettivo è non soltanto quello di prevenire il “crac” delle aziende ma anche di consentire il prosieguo dell’attività aziendale.

In caso di crisi d’impresa e insolvenza i professionisti saranno seguiti da figure professionali, appositamente formate per seguire le procedure di fallimento e liquidazione. Il ruolo più importante sarà affidato alle Camere di Commercio, dove nel 2017 nascerà un organo ad hoc: avrà il compito di allertare le imprese in caso di segnali di fallimento ed evitare che l’impresa, dopo la liquidazione, cessi la sua attività.

Sono molte le novità contenute nel Ddl Fallimento 2017 che molto probabilmente comporteranno anche modifiche alla legge sul sovraindebitamento e, con l’approvazione della riforma alla Camera, nelle righe che seguono vi illustreremo cosa cambia e cosa prevede la riforma circa la nuova procedura di liquidazione per le imprese.

Fallimento abolito, nel 2017 arriva la liquidazione. Ecco la novità sulla crisi d’impresa

Fallimento abolito nel 2017? A livello concettuale sì. Questo l’obiettivo della riforma del Diritto Fallimentare che sostituisce la parola fallimento con il termine liquidazione. Tra gli obiettivi del Ministro Orlando c’è anche quello di promuovere una rivoluzione culturale: la crisi d’impresa non dovrà essere più collegata alla parola fallimento ma alla possibilità di ricominciare.

Tra le novità del Ddl Fallimento, che istituisce la nuova liquidazione concorsuale giudiziale, c’è però soprattutto l’intensificarsi dei controlli e della prevenzione. Questo perché nella maggior parte dei casi i sintomi di una crisi d’impresa arrivano ben prima del fallimento e pertanto, prima di avviare la procedura di liquidazione, le Camere di Commercio avranno il compito di inviare alert alle imprese e prevenire la crisi.

La fase preventiva consisterà nell’immediata attivazione di procedure per la risoluzione assistita della crisi, con l’obiettivo di favorire la ripresa dell’attività aziendale. Sono previsti premi e agevolazioni per le imprese che si attivano dopo l’allerta, come la riduzione delle sanzioni per debiti fiscali.

Si tratta, in buona sostanza, di un metodo volto a prevenire liquidazioni, fallimenti e crisi d’impresa. All’interno delle Camere di Commercio infatti nascerà, a partire dal 2017 o meglio dall’entrata in vigore della riforma del fallimento, un servizio specializzato di “composizione assistita della crisi”, che avrà il compito di avvisare le imprese prima della liquidazione.

Ma, nel caso in cui non si riuscisse a prevenire la crisi d’impresa, l’obiettivo della riforma è di abolire il fallimento; al suo posto arriverà la liquidazione concorsuale giudiziale. Ecco cosa cambia.

Fallimento abolito, nel 2017 arriva la liquidazione. Cosa cambia per le imprese?

L’abolizione del fallimento è innanzitutto una rivoluzione concettuale. Ad oggi infatti a seguito di crisi d’impresa nel 90% dei casi le aziende sono costrette alla cessazione della propria attività.

La liquidazione concorsuale giudiziale contenuta nel Ddl di riforma al Diritto Fallimentare prevede che, in caso di crisi d’impresa, sia portata avanti una procedura di liquidazione che sia in grado di garantire il prosieguo dell’attività aziendale, mantenendo i giusti livelli occupazionali e la soddisfazione dei creditori.

La liquidazione concorsuale giudiziale sarà ammessa soltanto qualora venga garantito il rispetto di un minimo del 20% di soddisfazione dei crediti non assistiti da alcun tipo di garanzia reale (pegno e ipoteca) o personale (fideiussione, anticresi).

Ma nel Ddl Fallimentare sono contenute anche importanti novità per i cittadini, nei confronti dei quali sono previste specifiche tutele e garanzia per acquisti di case direttamente dalle imprese costruttrici.

Fallimento abolito, nel 2017 arriva la liquidazione. Più tutele per i cittadini

Non sono rari i casi di privati cittadini che acquistano casa da imprese costruttrici e che finiscono col perdere il proprio investimento a seguito del fallimento dell’impresa. La riforma del Diritto Fallimentare prevede che le ditte costruttrici stipulino, all’atto di firma del contratto, una fideiussione a garanzia dell’acquirente.

Gli atti di compravendita privi della fideiussione di garanzia saranno considerati nulli e l’attività di controllo sarà affidata ai notai.

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Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze