Crisi d’impresa, nel 40% delle imprese si accende almeno un indicatore

Dic 9, 2019

Crisi d’impresa, nel 40% delle imprese si accende almeno un indicatore

Non esce proprio un panorama imprenditoriale in grandissima salute dall’indagine condotta dall’Ordine dei commercialisti di Milano su un campione di oltre 500mila aziende. La ricerca, condotta dalla Commissione finanza e controllo di gestione, è stata presentata ieri mattina in un convegno organizzato dall’Ordine e dedicato all’impatto economico e sociale del nuovo Codice della crisi d’impresa per le piccole e medie aziende. Alla fine a presentare una situazione di criticità, valutata sulla base degli indicatori messi a punto dagli stessi dottori commercialisti in attesa di approvazione da parte del Mise, è il 40% delle imprese esaminate.

La ricerca, illustrata dal Presidente della Commissione Alessandro Mattavelli ha interessato 538.830 aziende che hanno depositato il bilancio di esercizio 2018 e che presentano un fatturato superiore a 10.000 euro e non sono in liquidazione. Oltre 324.000 aziende (corrispondenti al 60,24% di 538.830) non presentano problemi, ma circa 214.000 (quasi il 40% del campione esaminato) sono le imprese che hanno almeno un indicatore positivo, 65.000 (12,20%) almeno 3 indicatori positivi, e 43.664 (l’8,73% su di un campione di oltre 500.000 realtà, escluse le Srls) presentano un patrimonio netto inferiore a 10.000 euro e queste imprese occupano oltre 285.000 persone e fatturano 33 miliardi di euro.

«L’intento della norma è assolutamente condivisibile – spiega Marcella Caradonna, presidente dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano -, poiché comporta un mutamento culturale attraverso la sensibilizzazione ai segnali che, se intercettati in tempo, possono indurre ad interventi atti a salvare le imprese prima che sia troppo tardi. Quello che ci preoccupa – continua Caradonna – è che, al momento attuale, l’estensione della normativa alle micro-piccole imprese possa comportare effetti economici e sociali sicuramente non in linea con le intenzioni del legislatore e per questo abbiamo cercato di verificare la situazione di un campione significativo di aziende».

Determinante, mentre al ministero della Giustizia si sta mettendo a punto il decreto correttivo al Codice, sarà il ruolo delle Camere di commercio, chiamate ad allestire gli Organismi di composizione della crisi per la gestione dell’allerta e della situazione delle imprese segnalate. Rinaldo Sali, vicedirettore della Camera arbitrale di Milano, ha sottolineato l’importanza dell’apertura di credito fatta nei confronti del sistema camerale, ma soprattutto la necessità di individuare, e in questo è decisivo il ruolo dei dottori commercialisti, un numero adeguato di professionisti per affrontare una mole di procedura che si annuncia comunque per la piazza milanese assai significativa. Sali ha infatti ricordato che in genere la percentuale milanese di coinvolgimento sul totale, in vicende analoghe, è di circa il 10 per cento.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze