Credito d’Imposta per Ricerca & Sviluppo, la tranquillità di avere un partner di garanzia.

Lug 26, 2019

Credito d’Imposta per Ricerca & Sviluppo, la tranquillità di avere un partner di garanzia.

Sono scattati i controlli sui Crediti d’Imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Alle imprese, che hanno utilizzato il bonus col codice tributo («6857») è arrivato l’invito degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate a presentarsi per valutare la correttezza di quanto fatto dalle imprese. Gli inviti sono rivolti a controllare le annate recenti: gli anni 2016, 2017 e 2018.

Le imprese sono invitate a produrre tutta la documentazione idonea a giustificare i costi, sulla base dei quali è stato determinato il credito d’imposta. A questo fine viene richiesto di presentare un progetto di ricerca, contenente la descrizione relativa alle attività intraprese dall’impresa beneficiaria. Da evidenziare che quest’obbligo è stato imposto dal 2018; in precedenza la normativa non richiedeva questo adempimento.

La richiesta ricevuta mira ad evidenziare la correttezza dei costi indicati. Per ogni voce ammissibile viene richiesto:

  1. a) per i costi del personale i fogli di presenza contenenti i nominativi del personale interessato, per ciascun giorno le ore impiegate nelle attività di ricerca e sviluppo e la firma da parte del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, ovvero dal responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo;
  2. b) per quanto riguarda i costi per gli strumenti e le attrezzature di laboratorio, la dichiarazione del legale rappresenta dell’impresa, ovvero del responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo, relativa alla misura e al periodo, in cui gli stessi sono stati utilizzati per l’attività di ricerca e sviluppo;
  3. c) per i contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, i contratti e una relazione sottoscritta dai soggetti suddetti, concernente le attività svolte nel periodo d’imposta cui il costo sostenuto si riferisce.

Il controllo è esteso anche agli anni presi come riferimento per la media, ossia il 2012, 2013 e 2014. Per questi viene chiesto un prospetto recante l’elencazione analitica degli investimenti realizzati nei periodo di imposta. L’impresa deve evidenziare le modalità in cui sono stati utilizzati i costi presi per la base di calcolo della quota incrementale, che determina l’ammontare del credito d’imposta.

In sede di controllo è opportuno evidenziare che, negli anni, il sistema è cambiato. A titolo esemplificativo, negli anni 2015 e 2016 le spese ammissibili riguardavano:

  1. a) il personale qualificato di cui, amministratori, personale dipendente e collaboratori a progetto, impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico;
  2. b) le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca & sviluppo e, comunque, con un costo non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
  3. c) spese relative a consulenze esterne, contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative.
  4. d) competenze tecniche, incluso il personale non altamente qualificato, oltre agli amministratori, impiegato in attività di ricerca & sviluppo e privative industriali, o meglio brevetti.

Per le spese di cui ai punti b e d, il credito d’imposta riconosciuto era del 25%, mentre per le spese ai punti a e c veniva calcolato in percentuale pari al 50%.

Negli anni 2017 e 2018 le spese ammissibili rimangono le stesse di cui sopra. E la percentuale del credito d’imposta riconosciuta viene eguagliata per tutte le voci al 50%. Non vi è più, quindi, la distinzione delle spese tra personale altamente qualificato e non qualificato.

Le imprese devono mettere a disposizione la documentazione che attesti gli investimenti realizzati nel triennio. L’impresa, in sede di incontro, dovrà procedere all’individuazione degli F24 relativi all’utilizzo in compensazione del credito d’imposta. Nel corso del controllo, l’Ufficio si riserva di chiedere ogni altra documentazione contabile ed extracontabile, riguardante la società e ritenuta utile al controllo. Se le imprese non si presentano nel giorno indicato nella «convocazione», l’Agenzia dell’entrate informa che è prevista una sanzione da 250 a 2.000 euro.

La Rete di Associazioni Veneto Eccellenze ha lanciato nel mese d Maggio l’idea di approcciarsi per il 2018 e successivamente per gli anni 2017, 2016 e 2015  nonché controllare e approcciarsi anche per gli anni 2019, 2020 e possibili successivi, all’applicazione delle normative che consentono di utilizzare uno sconto fiscale in compensazione per le spese sostenute in ricerca e sviluppo per gli anni indicati. Pochi hanno compreso l’importanza, molti pensano che la domanda e l’accettazione supina da parte dell’AdE sia la base per poter accedere allo sconto fiscale. Noi invece vogliamo tutelare gli imprenditori e le imprese. Come vedete riportiamo quanto indicato dalle lettere fornite all’AdE ad alcuni nostri soci che si sono rivolti ad aziende specializzate nel campo. Noi tuteliamo tutti fino alla fine, non ci basta aver ottenuto lo sconto abbiamo costruito un gruppo di lavoro di controllo e di verifica, per tutelare l’imprenditore, proprio in questo periodo dove siamo tutti sotto controllo per evasione, elusione, truffe più o meno congeniate per questo vi consigliamo di contattarci per il passato e per il futuro e di rivolgerVi a noi che vogliamo tutelarVi.

Fonte AdE inizio comunicazioni dal 31 maggio 2019

Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze