Controlli delle ritenute negli appalti, certificazione automatica

Feb 10, 2020

Controlli delle ritenute negli appalti, certificazione automatica

Controllo diretto dagli appaltatori nel Cassetto Fiscale fornito dall’Agenzia delle Entrate.

Sta per essere pubblicato dall’Agenzia delle Entrate (probabilmente entro la fine settimana) e sarà accompagnato da un provvedimento che fornirà indicazioni operative, il nuovo modello di certificazione che consentirà alla imprese di appalto e sub appalto di poter adempiere in materia di verifiche sulle ritenute negli appalti.

La novità è emersa il 4 febbraio, nel corso di un incontro tra l’Amministrazione Finanziaria e le Associazioni di Categoria delle imprese Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confindustria, Casse Edili per discutere dei molti dubbi operativi che, in questa fase, si stanno accumulando e che le Entrate puntano a sciogliere nel giro di pochi giorni.

Dopo diverse settimane di intemperanze e scontri, la norma sui controlli in materia di ritenute negli appalti sopra i 200mila euro (articolo 4 del Dl 124/2019) sta per diventare pienamente operativa. I controlli dei committenti contrattuali potrebbero partire già dalle ritenute relative al mese di gennaio, che appaltatori e subappaltatori devono versare entro il prossimo 17 febbraio (il 16 è domenica).

Così, in vista di questo appuntamento, l’Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto degli strumenti operativi, dialogando con le Associazioni Datoriali. Ad arrivare per prima, sarà la certificazione di regolarità, che consentirà di non finire nella morsa del nuovo meccanismo.

All’inizio la certificazione andrà richiesta dalle imprese direttamente presso gli sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate e sarà rilasciata “a vista”. I dati delle imprese saranno aggiornati in maniera automatica, ogni 5 del mese, con tutti i dati relativi al mese precedente. Il nuovo certificato avrà validità di quattro mesi, dopo il suo rilascio e, in una seconda fase, sarà disponibile all’interno del cassetto fiscale. Se l’impresa non ritiene veritiera l’iscrizione riportata, potrà richiederne la correzione.

Nei prossimi giorni verrà diffusa una circolare che si occuperà delle molte questioni operative poste in queste settimane dalle Associazioni Datoriali. Nella discussione che si è tenuta in questi mesi si evidenzia la totale esclusione dei condomini, che, rispetto alla discussione, non possono essere titolari di beni strumentali e che non possono essere committenti in base alle definizioni dell’articolo 4 del Dl 124/2019.

Altro punto oggetto di chiarimenti riguarda la definizione di manodopera, l’ipotesi allo studio è di limitare il concetto ai soli lavori manuali, escludendo tutti servizi intellettuali: si tratta di un assetto che potrebbe tagliare completamente fuori le attività di consulenza. La battaglia in queste settimane si è concentrata sull’attività dei professionisti che, correttamente, non potranno essere incluse nel perimetro delle verifiche, dal momento che la norma parla esplicitamente di imprese.

I dubbi messi sul tavolo e che la circolare avrà il compito di sciogliere sono comunque moltissimi. C’è l’ambito oggettivo di applicazione delle norme, la definizione di utilizzo prevalente della manodopera, il limite di 200mila euro (abbiamo posto di come deve essere calcolato se su base mensile, di contratto d’appalto, se solo per la parte manuale o se generale compresa la fornitura materie prime ecc., al momento non è chiaro come sarà calcolato), la modalità con la quale saranno svolti i controlli. Casartigiani ha posto la richiesta pressante di un verifica solo cartolare dei Committenti, gli stessi non devono avare poteri necessari a richiedere l’accesso ad atti dei loro Appaltatori. Quindi, la nostra richiesta è esplicita, i Committenti non potranno avere compiti investigativi ma solo di verifica, e l’appaltatore deve avere tutte le possibilità di difesa.

Nella discussione tra Associazioni Datoriali e Agenzia delle Entrate è rimasta aperta tutta la discussione degli interventi interpretativi, che è solo uno dei tavoli sui quali si sta muovendo la discussione.

L’altro riguarda un intervento normativo, fortemente sollecitato anche da Casartigiani.

Abbiamo posto con forza che la soluzione migliore sarebbe l’abrogazione della normativa, ma ci possiamo accontentare anche dell’obiettivo minimo che è “ottenere almeno una proroga al primo luglio 2020”, solo a partire da quella data sarebbe possibile applicare i nuovi meccanismi, utilizzandoli esclusivamente per i nuovi appalti e non per quelli già in essere. Sostengo, che è assolutamente indispensabile che arrivi una proroga, insieme alle regole interpretative, per poter acconsentire, agli uffici preposti, ad una organizzazione e nel frattempo fare chiarezza su tutte quelle parti normative in fase di discussione. Ricordiamo che non è chiara la normativa di applicazione sugli appalti, e non si sa se riguarda anche gli appalti in fase di gestione già con acquisizione 2019. In questo modo, ci sarebbe più tempo per le imprese e loro professionisti, che potrebbero organizzare i loro flussi amministrativi in contesti informatici più celeri, ma soprattutto c’è il compito dell’Agenzia delle Entrate che si deve preparare a pubblicare tutti gli atti nei Cassetti Fiscali, riteniamo che partita andrà giocata nell’ambito del Decreto Milleproroghe, in fase di conversione alla Camera.

Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze