Centri per l’impiego: procedure analogiche nell’era digitale

Gen 4, 2019

Centri per l’impiego: procedure analogiche nell’era digitale

Centri per l’impiego: nell’era digitale le procedure per l’iscrizione al programma Garanzia Giovani offline non si integrano con quelle online. Nel 2019 una nuova sfida per il sistema non integrato dei CPI: il reddito di cittadinanza.

Centri per l’impiego: nell’era digitale le procedure per l’iscrizione al programma Garanzia Giovani offline non si integrano con quelle online. E nel 2019 il sistema non integrato dei CPI dovrebbe essere pronto ad affrontare la sfida del reddito di cittadinanza, in cui ha un ruolo chiave.

Sono 550 i centri per l’impiego distribuiti su tutto il territorio nazionale: in questi uffici territoriali 8000 addetti hanno il ruolo delicato di accompagnare i cittadini al lavoro. Queste strutture sono, infatti, protagoniste nel programma Garanzia Giovani che, secondo i dati aggiornati al 31 ottobre 2018, conta 1,4 milioni di iscritti.

Da marzo 2019, stando alle ultime dichiarazioni della politica, dovrebbero prendere il via anche le procedure per richiedere il reddito di cittadinanza in cui i centri per l’impiego dovrebbero avere un ruolo chiave. Ma le testimonianze, frutto di una mattinata in uno degli uffici di Roma, dimostrano che non per tutti i punti di accesso alle opportunità lavorative i tempi sono maturi.

Centri per l’impiego, Garanzia Giovani: le procedure per l’iscrizione

Garanzia Giovani è il Piano Europeo 2014-2020 per favorire l’ingresso dei giovani dai 15 ai 29 anni nel mercato del lavoro. L’iscrizione al programma nella regione Lazio passa per una procedura online e offline. Un sistema perfetto se non fosse per la mancata integrazione dell’analogico col digitale.

Come primo step è necessario iscriversi al portale Lazio Lavoro compilando la scheda anagrafica. Il passo successivo è l’adesione a Garanzia Giovani in cui si richiede di essere presi in carico da un centro per l’impiego, che si occuperà della pratica.

Il portale, nel giro di qualche ora, invia una mail che riporta i dettagli dell’appuntamento con un addetto della struttura, necessario per finalizzare la pratica.

Centri per l’impiego: la mancata integrazione tra online e offline

È un venerdì mattina presto, nella sala d’aspetto un gruppo di circa 15 ragazzi e ragazze, convocati tramite il portale Lazio Lavoro, sono in attesa di cominciare il loro percorso con Garanzia Giovani. Sono diverse le fasce d’età e le esperienze rappresentate nel salottino: qualcuno ha chiuso una sua partita IVA solo da qualche mese, qualcun altro è al primo lavoro, qualcun altro ancora, anche se parla poco italiano, cerca già un’occupazione.

Un addetto chiama all’appello i futuri lavoratori e gli consegna tre moduli cartacei da compilare: tre volte le stesse informazioni anagrafiche. Una volta per fornire gli stessi dati già comunicati online, un’altra volta per dichiarare di non essere impegnato in nessun percorso formativo o di lavoro, un’altra volta per richiedere di intraprendere il percorso A o il percorso B, formazione finalizzata all’inserimento lavorativo o accompagnamento al lavoro.

Subito dopo l’appello, un altro addetto accompagna i ragazzi negli uffici: nelle mani di impiegate molto cortesi si ricomincia di nuovo. Con un occhio al pc e una mano tra i raccoglitori di moduli, le addette al centro per l’impiego sottopongono ai ragazzi altre schede cartacee in cui dichiarare di non essere impegnati in nessun percorso formativo, in cui ripetere per l’ennesima volta i dati anagrafici e in cui fornire di nuovo dati sulla carriera scolastica e lavorativa.

Mentre una ragazza compila il modulo sulle esperienze pregresse, con estrema cortesia un’impiegata, che nel frattempo sta ricontrollando i dati disponibili nel sistema che sta consultando, interrompe la scrittura: risulta che lei ha lavorato nel posto X e nel posto Y, è vero? E per quanto tempo?

La ragazza conferma. È esattamente come l’impiegata legge dal monitor, ma non basta: è necessario riscriverlo anche nel modulo cartaceo, fotocopiato e consegnato ai colleghi per l’archiviazione, insieme agli altri moduli. In totale un fascicolo di quasi 10 fogli.

Centri per l’impiego: nel 2019 la sfida del reddito di cittadinanza

Una pratica semplice, come quella dell’iscrizione al programma Garanzia Giovani, scopre tutte le falle di una burocrazia che prova a muoversi online, tra i dati già acquisiti e condivisi, ma non riesce a staccarsi dalla carta, e continua a barcamenarsi in un mare di moduli anneriti dalle ristampe.

D’altronde proprio Maurizio Del Conte, presidente Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, intervistato da Milena Gabanelli e Rita Querzé durante una puntata di Dataroom del Corriere della Sera lo scorso 10 dicembre, ha detto:

“Noi cerchiamo di mettere insieme i pezzi. L’infrastruttura c’è tutta, ma devono essere caricati le schede dei singoli disoccupati. In alcuni centri per l’impiego, che non sono ancora digitalizzati, non siamo tanto lontani dall’idea della carriola di carta.”

Un’immagine, quella offerta dal presidente ANPAL, metaforica ma non tanto lontana dalla realtà. Eppure è da questi uffici territoriali che dovrebbe passare il futuro lavorativo di 5 milioni di iscritti ed è da qui che dovrà passare il reddito di cittadinanza, la misura di sostegno ai cittadini in difficoltà che nel 2019 porterà ai centri per l’impiego una linfa economica di un miliardo.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze