Cartelle, alle Sezioni unite i rapporti di solidarietà

Set 4, 2019

Cartelle, alle Sezioni unite i rapporti di solidarietà

Saranno le Sezioni unite della Cassazione a decidere se il responsabile solidale può far valere il beneficio della preventiva escussione del patrimonio del debitore principale già con l’impugnazione della cartella di pagamento. È quanto emerge dall’ordinanza della Suprema corte n. 20494 depositata ieri.

La vicenda trae origine dal ricorso di un socio di una società di persone contro una cartella di pagamento con cui si pretendeva il pagamento, nella sua qualità di coobbligato solidale, dei debiti tributari della società. Lamentava, in sintesi, l’omessa notifica del prodromico avviso di accertamento e la violazione del principio di sussidiarietà, in quanto non era stato svolto alcun tentativo di escussione del patrimonio della società.

Entrambi i giudici di merito confermavano la legittimità della cartella. La Ctr, in particolare, rilevava che l’accertamento risultava notificato alla società di cui il coobbligato era socio e il beneficio della preventiva escussione del debitore principale riguardava la fase della riscossione coattiva dell’imposta e non la notifica della cartella. Il contribuente ricorreva in Cassazione che ha rilevato l’assenza di un orientamento univoco sulla questione.

Secondo un primo indirizzo, in tema di Snc, il beneficio d’escussione disciplinato dall’articolo 2304 del Codice civile ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, consentendo al creditore di procedere coattivamente a carico del socio a condizione di aver infruttuosamente agito sui beni sociali. Da ciò consegue che non osta all’emissione e alla notifica al socio coobbligato solidale della cartella di pagamento, atteso che non si tratta di un atto esecutivo ma conclusivo della formazione del titolo necessario all’esercizio dell’azione forzata.

In base ad una seconda interpretazione, invece, il contribuente può legittimamente opporre il beneficio della preventiva escussione già in sede di impugnazione della cartella, in quanto l’iscrizione a ruolo avvenuta senza il preventivo tentativo di incasso è illegittima e determina un vizio proprio della cartella stessa.

Ciò perché se il contribuente dovesse attendere la successiva fase dell’esecuzione, sarebbe sprovvisto di tutela. La norma tributaria, infatti, limita la possibilità di opposizione all’esecuzione alla sola contestazione della pignorabilità dei beni.

Da ultimo l’ordinanza evidenzia un’ulteriore circostanza. Se la mancata preventiva escussione della società non consentisse la notificazione al socio di atti della riscossione e del titolo esecutivo (quale potrebbe essere anche l’accertamento esecutivo e non solo quindi la cartella), l’ufficio potrebbe successivamente (dopo il tentativo di escussione della società) decadere dal potere di notificazione dell’atto impositivo, in capo al socio, per decorrenza dei termini.

Per tali ragioni, la questione è stata rimessa al Primo presidente affinchè valuti se sia necessario l’intervento delle Sezioni unite sulla possibilità del coobbligato solidale di far valere il beneficio della preventiva escussione con l’impugnazione della cartella di pagamento.

PDFCorte di cassazione, ordinanza interlocutoria 30 luglio 2019, n. 20494

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